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Ritratti in piedi

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Come si compenetrano storia e letteratura e in che modo l'una e l'altra si arricchiscono a vicenda? La seconda, spesso, si fa prisma della prima e ci aiuta nella lettura della complessità delle vicende storiche. La letteratura ci fornisce particolari e dinamiche che spesso sfuggono alla macro-storia, perché capace di mettere a fuoco le "storie minori", quei percorsi individuali che si immergono nel flusso principale degli eventi. Sono infatti una serie di storie quelle che Massimo Ortalli ha messo in fila per noi: una serie di volti, di personaggi, di singole esistenze che la letteratura tra Ottocento e Novecento è stata in grado di dipingere e che contribuiscono a comporre l'affresco multiforme del movimento anarchico, delle sue idee e aspirazioni. La recensione qui https://www.editricelamandragora.it/le-storie/341-ritratti-in-piedi-dialoghi-fra-storia-e-letteratura-9788875864156.html

Lungimiranza

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La Prima guerra mondiale venne accolta dalla gran parte degli schieramenti in campo con entusiasmo ed eccitazione. Trasversale ai partiti e ai movimenti fu lo slancio con cui venne incoraggiato il conflitto. Si credeva sarebbe stata una guerra breve. Un conflitto che avrebbe risanato alcune fratture sociali, dato lustro agli stati e agli imperi coinvolti, ricompattato popoli e modernizzato l'Europa tutta. Fu invece la prima grande frattura del Novecento che vide protagonista il continente, una tragedia di popoli e di vite, uno strappo insanabile che avrebbe prodotto, tra gli altri, i fascismi degli anni a seguire; un imprinting di odio e violenza che avrebbe marchiato il pensiero e la cultura europei. Nei giorni prima dello scoppio della guerra, tra gli entusiasti e gli esaltati poche voci di preoccupazione provarono a farsi sentire. Giuseppe Scalarini Tra questi Giuseppe Scalarini, vignettista socialista, antimilitarista, antinterventista e pochi altri, dimostrarono co...

Presente imperfetto

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"Forse quello che riunisce, drammaticamente e brutalmente, questa comprensione della molteplicità del passato e del presente è la figura del migrante contemporaneo. Infatti, se il concetto di migrazione è più direttamente associato con il fenomeno socio-economico della migrazione fisica delle persone dal cosiddetto sud del mondo, ci si confronta anche con una sfida politica e storica molto più ampia. La stessa sintassi dello stato, della nazione, della cittadinanza e dell'identità, è direttamente contestata dalle storie clandestine del migrante e dalla sua presenza "illegale" e "fuori posto". I meccanismi che apparentemente ci fissano nella nostra "casa" sono qui drammaticamente esposti in tutta la loro violenza arbitraria. Inciso sul corpo del migrante contemporaneo non è solo il potere delle leggi moderne di ispirazione europea che regolano il suo stato, spesso trasformando la sua soggettività in oggetto di "illegalità", ma anche la ...

Estate e storie di fantasmi

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"Miss Caine dovete smetterla. Pensate a dove vi trovate." "Mi trovo in un edificio di mattoni e malta. Costruito da uomini." "Non posso più stare ad ascoltare" gridò: finalmente aveva perso la pazienza. (Era quello che volevo? Provocare una reazione umana e non spirituale in quell'uomo inetto?) Dovete andarvene da qui se non siete in grado di esprimervi con il rispetto..." Mi alzai bruscamente dal banco e lo guardai dall'alto in basso, frustrata, "Voi non siete là, padre" esclamai. "Io mi sveglio a Gaudlin Hall, passo gran parte della giornata lì, ci dormo la notte. E in tutto questo c'è un solo pensiero che mi passa per la mente..." "Ossia?" "Quella casa è posseduta." Inghilterra vittoriana, una giovane educatrice zitella, un padre morto a causa di una lettura pubblica di Charles Dickens. Questo l’inizio, l’ humus dal quale si sviluppa la storia di fantasmi elaborata da Boyne. Un contes...

Dei tempi dello scrivere e dei tempi del vivere

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La Lettura, l'inserto domenicale del Corriere della Sera, l'apertura è di Marco Missiroli. L'autore parte dalla propria esperienza di scrittore e si interroga sui tempi dello scrivere e sul rapporto tra produzione personale e tensione alla pubblicazione. Scandaglia la grande angoscia, quella nella quale hanno annaspato molti grandi autori, la paura del vuoto, la perdita dell'ispirazione, la lenta marcia verso l'oblio. "Affrettati, spicciati, datti una mossa. E io nel mio piccolo penso di nuovo al buon James, a come magari si accarezzava l'occhio malandato nel momento dell'assalto, e penso a Ernest e a Emmanuel, alla truppa che ha il terrore del vuoto ma che non teme di starci dentro fino al collo"  Dai tempi editoriali lo zompo ai tempi della vita è immediato. Da un po' accarezzo l'idea di raccogliere articoli e libri, a partire da angolazioni e campi diversi, che mettano al centro della riflessione la questione del...

Razzismo e noismo

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Continuano i consigli di lettura su Umanità Nova. Qui recensisco "Razzismo e noismo" Ne potete leggere qui https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/razzismo-e-noismo-luigi-luca-cavalli-sforza-9788806216047/

Il ghetto di Venezia approda a éStoria

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Il 19 maggio 2019 si è inaugurata a Gorizia la XII edizione del festival èStoria, che quest’anno ruota attorno al tema “Schiavi”. La seconda giornata di lavori si è aperta con un incontro dal titolo “1516-2016: dal ghetto di Venezia all’acquisizione della libertà religiosa. La società ebraica e i gentili ” che ha proposto una riflessione sulla nascita e sugli sviluppi del ghetto di Venezia, in sintonia con gli appuntamenti creati in occasione del cinquecentenario dalla sua costituzione. Il confronto, organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con l’Associazione degli Studenti di Scienze Diplomatiche Internazionali di Gorizia, ha visto protagonisti tre storici di rilievo: Anna Foa, Donatella Calabi e Simon Levis Sullam che sono stati coordinati dal direttore della redazione UCEI Guido Vitale. I tre storici sono stati chiamati a indagare l’esperienza del ghetto di Venezia nello specifico, le tracce che ha lasciato nella comunità eb...