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La morte del padre, la morte del romanzo qualunque.

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“ Quando si sa troppo poco, è come se questo poco non esistesse, ma anche quando si sa troppo, è come se questo troppo non ci fosse. Scrivere significa portare alla luce l’esistente facendolo emergere dalle ombre di ciò che sappiamo. La scrittura è questo. Non quello che vi succede, non gli avvenimenti che vi si svolgono, ma lì, in se stessa. Lì, risiede il luogo e l’obiettivo dello scrivere. “ “ La morte del padre” (prima parte di un'opera monumentale che conta sei volumi) non è altro che un libro terribilmente noioso. La Noia è la protagonista principale di questo romanzo autobiografico. Che poi proprio romanzo non è, ma sorvoliamo; e non proviamo nemmeno a chiederci se esso sia letteratura o meno. Perchè lo è, e questo vi basti. Questo libro è talmente piatto, noioso e apparentemente insignificante che diventa, dopo le prime pagine morbosamente irresistibile. All'inizio ti chiedi: Karl Ove, dove mi vuoi condurre? Cosa mi vuoi dire? Nulla è la risposta più sensa...